Forse ti sei accorto che stai diventando un maniaco del lavoro, mettendo in secondo piano i tuoi interessi personali e la tua stessa vita, ma adesso ti stai chiedendo come smettere.
Smettere di vivere per lavorare, di agire avendo sempre al centro della tua vita il lavoro.
Forse sei anche andato a vivere lontano dai tuoi cari per la tua carriera o sei disposto a farlo se necessario. Non ti poni limiti di orario, perché se serve tu ci sei e non puoi tirarti indietro. Anche nel tempo libero sei reperibile, capita spesso di rispondere a chiamate e messaggi di capo/colleghi/clienti: il lavoro è importante e devi rispondere.
Se ti rispecchi in una di questa circostanze probabilmente sei nel club dei maniaci del lavoro.
Fermati
Chiediti: ‘quanto è importante il lavoro per me nella mia vita?’.
Quindi prendi carta e penna e dai una votazione da 1 a 10.
Adesso fallo anche chiedendoti quanto sia importante la famiglia, la tua relazione, gli amici, i tuoi hobby o semplicemente rilassarti senza fare niente di importante.
Questo breve esercizio ti permette di conoscerti di più, di essere più consapevole di quelli che sono i tuoi valori e le tue priorità nella vita.
Non temere, se hai dato un voto altissimo al lavoro puoi sempre approfondire le motivazioni successivamente e lavorarci su.
Piccolo suggerimento: nella votazione EVITA il numero 7 – questo ponte ti permetterà di separare più marcatamente ciò che è discretamente importante a ciò che è quasi fondamentale.
Lavorare per..
Chiaro, lavoriamo tutti per soldi.
Ma è proprio su questo punto che dobbiamo un attimo riflettere.
Se il lavoro non è altro che tempoXdenaro allora perché soffriamo così tanto se le cose non filano come dovrebbero? Gli attriti con il capo e la sopportazione degli straordinari sono semplicemente frutto della preoccupazione di essere mandati via o c’è dell’altro?
Oltre alla paura legittima di rimanere senza lavoro e quindi senza soldi per un normale vivere, un ambiente lavorativo è anche appartenenza.
Siamo animali sociali, abbiamo il bisogno fondamentale di appartenere ad un gruppo.
Di esserne accettati, di sentire di essere capiti, apprezzati e anche amati.
A questo si aggiunge il lavoro dell’Ego..
Trattando con la gente ricordiamoci che abbiamo a che fare con creature governate non dalla logica, ma dalle passioni; impastate da pregiudizi e mosse dall’orgoglio e dalla vanità.
D. Carnegie
Il lavoro è anche status, tanti si aggrappano al sogno della carriera e una volta raggiunta l’ultima cosa che vorrebbero nella vita è quella di essere declassati al lavoro precedente.
In questi casi il lavoro diventa come una guerra, vince il più forte.
E sia in guerra che in amore si sa, tutto è lecito.
Il lavoro passa da strumento per il sostentamento a palcoscenico per realizzarsi ed esprimere se stesso.
Senza quel lavoro saremmo niente, zero – ecco perché ci fa paura perderlo e siamo disposti a sacrificarci per sentire un ‘bravo’.
Io sono..
Che lavoro fai?
Ecco, ora rifletti bene su ciò che hai risposto.
Hai pensato ‘faccio il..’ o ‘sono un..’?
Nel primo caso (es. faccio l’architetto) sto dicendo a me stesso che IO sono un individuo completo anche senza lavoro.
Nel secondo caso (es. io SONO architetto) mi identifico con il ruolo, se domani sarò costretto a cambiare lavoro il mondo mi crollerà addosso, subendo una crisi di identità.
In primi siamo persona e poi lavoratori.
Tra la serenità e un ruolo dovremmo sempre avere la forza di scegliere la prima, perché un altro lavoro si trova, anche se non uguale – la serenità è insostituibile.
Riflessioni
Possiamo smettere di essere maniaci del lavoro – ecco qualche strategia.
Equilibrio
Cosa più ti piace fare? Cosa ti da gioia? Cosa faresti volentieri quando sei a casa o in ferie?
Mettere equilibrio nella nostra vita con il giusto bilanciamento tra doveri e piaceri ci aiuta a non cadere vittima di eccessivo lavoro e burnout.
La famiglia, la tua relazione e i tuoi amici meritano un posto in prima fila nella tua vita. Dedicagli il giusto tempo!
Dettiamo delle regole
Iniziamo chiudendo delle porte, mettendo dei limiti e dei confini.
Il tempo è il nostro, pretendiamo rispetto.
La salute è nostra, proteggiamola.
Siamo chiari nel dire di NO quando ciò che ci chiedono va contro i nostri equilibri.
Mettiamo un tetto di orario a lavoro, in cui finiamo e iniziamo a pensare alla nostra di vita.
Togliamo le notifiche dai dispositivi di lavoro oppure spegniamoli, fuori orario non dovrebbero servirci.
Impariamo a essere irreperibili quando dovremmo esserlo – purtroppo spesso capi e colleghi se ne fregano della nostra serenità e ci impegniamo con cose di lavoro anche fuori orario. Credo che neanche i dottori siano perennemente disponibili..
Prenditi del tempo tutto tuo
Ritagliati il tuo tempo privato, dove fai ogni giorno cose che VUOI fare.
Potresti iniziare a lavorare a quel progetto, praticare le tue passioni e i tuoi hobby ad esempio.
Quanto tempo?
Se non è mai stata una tua abitudine ti sembrerà strano, quindi inizia con solo 15-20 minuti al giorno ma punta ad arrivare a 1 ora al giorno tutta tua!
Continua a lavorare su te stesso
Non dovremmo mai smettere di lavorare su noi stessi..
Per questo sei nel posto giusto.
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