Oggi cresciamo in una società diversa da quella dei nostri nonni e dei nostri padri. Se prima quasi tutti i nostri riferimenti erano all’interno del paese in cui si viveva e con quelli si facevano i conti, oggi siamo immersi in una bolla mediatica che ci permette di guardare stili di vita ben lontani dalla nostra micro realtà. Forse la medicina a tutto questo è fregarsene del successo. Vediamoci chiaro..
Secondo Gemini ‘tra il 2000 e il 2023, oltre 2.000 comuni italiani hanno perso più del 20% della propria popolazione.’!
Possiamo affermare che ciascuno cerca la sua realizzazione, il suo percorso, spesso lontano dalla casa in cui si è nati e cresciuti.
Nulla da recriminare, io stesso ho fatto lo stesso passo.
Però mi ha fatto riflettere apprendere che le famiglie dei miei genitori siano state storicamente e per generazioni presenti nello stesso (nostro) paese, da finchè se ne abbia documentazione storica..
Era una questione di possibilità o di mentalità? Cosa spinge oggi le persone a ricercare il proprio successo personale anche al costo di pagare il prezzo di allontanarsi dai propri cari? Perché invece nelle generazioni passate questa opzione era rara e spesso neanche minimamente valutata?
Forse da qualche decenno ci hanno inculcato il bisogno di avere successo, di fare cose grandi, di tirare fuori il meglio del meglio che possiamo tirar fuori, possibilmente facendo meglio degli altri che ci circondano.
Nulla da condannare in senso assoluto, solo una sfumatura della natura umana e il sacrosanto diritto di crearsi la vita che si vuole.
Ma se tutto ciò diventa tossico?
Rigide ambizioni
Vi è una differenza tra voler fare ciò che si vuole e fare ciò che si deve per raggiungere uno scopo.
Se puntiamo a tutti i costi ad un obiettivo allora potenzialmente non guardiamo in faccia a nessuno..
- ce ne freghiamo della famiglia
- ce ne freghiamo degli amici
- ce ne freghiamo di noi stessi
In quel caso esiste solo quell’ambizione, da raggiungere qualunque sia il costo da pagare.
Può sembrare una sana tenacia e sintomo di perseveranza, ma a volte ciò è tossico.
Ricordiamoci che il burnout è sempre dietro l’angolo e che nella vita serve equilibrio.
Il successo
Quale è invece quella cosa che faresti anche gratis?
Se è proprio ciò che stai facendo nella vita è una gran fortuna..
Ma potresti cadere lo stesso in una trappola: agire solo per averne successo perdendo l’essenza.
Sarebbe meglio dedicarsi a ciò che ci piace fare, che ci fa stare bene, fare tutto al meglio passione senza ossessionarsi dal successo.
Se quella determinata cosa è ciò che ti rende felice, sarà la cosa più importante.
I risultati arriveranno a tempo debito.
Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare un giorno nella tua vita.
O. Wilde
Riflettiamo quindi su cosa era il successo per i nostri antenati, non influenzati da social, TV, film..
Il successo per la maggior parte di loro era avere accanto le persone che si amano, lavorare per loro, costruire per loro qualcosa, pensare ai loro bisogni, probabilmente godendosi poi le piccole cose molto meglio di quanto noi riusciamo oggi a fare nella nostra epoca.
Pochi erano i ragazzi rinchiusi in casa, vittime della pressione sociale che li fa sentire inadeguati.
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Tanti mettevano cuore anche nei lavori più umili, per farli bene e renderli profittevoli.
Il contadino non cadeva in depressione perché non è riuscito a lavorare in banca, si alzava con orgoglio e andava a fare il suo.
Si generalizza ma rende l’idea, per essere ancora una volta consapevoli dei rischi che viviamo giornalmente in questa meravigliosa ma tossica epoca.
Alla prossima
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