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Quando conviene cambiare lavoro?

Cambiare lavoro può essere un’importante decisione che richiede tempo, riflessione e pianificazione. Diciamo che è una di quelle scelte che sempre spaventa..

Si lascia il conosciuto, per qualcosa che non si conosce o addirittura senza avere valide alternative.

Allora perché si decide di cambiare lavoro?

Ci sono momenti della vita infatti dove cambiare lavoro diventa una necessità, altri in cui è un investimento per un futuro ancora migliore.

Quando è conveniente

Ci sono casi nella vita in cui il lavoro sembra schiacciarci psicologicamente.

Vuoi per un ambiente tossico, vuoi per mancanza di stimoli e perdita di motivazione.

Si dice anche che chi va via da un posto lavorativo probabilmente scappa da capi che ritiene incompetenti.

Chi, pur vivendo convivendo serenamente con capi e colleghi, a certo punto si sento stretto, quasi soffocare.

Se ascoltiamo il nostro corpo, capiamo esattamente quando diventa conveniente cambiare lavoro.

Lasciare il certo per l’incerto spaventa, ma ci facciamo ancora più male a stare fermi nello stesso punto.

Non vediamo più un futuro davanti a noi in questo percorso.

Anzi, a continuar così finiremmo per non farcela più, cominciare sul serio a lavorare male e rischiare il licenziamento.

È questo che vorremmo per darci una mossa?

Avevo già parlato in un articolo degli effetti dell’eccesso di lavoro: Burnout da stress lavorativo, perchè devi assolutamente evitarlo

2 leve

Come meglio spiegato in Datemi una leva e… il principio che determina le nostre scelte, ci sono due forti spinte che ci portano a compiere una determinata azione.

Una potremmo definirla positiva, l’altra negativa.

In linea di massima sono due macro motivi per cui ci decidiamo a cambiare lavoro:

  • andare verso un lavoro che riteniamo migliore
  • fuggire da un lavoro che avvertiamo come tossico

andare verso

Diventa conveniente cambiare lavoro quando riceviamo la chiamata che abbiamo tanto sperato.

Ci stanno proponendo proprio quel lavoro che desideravamo.

Si è aperta quella porta, che speravamo si aprisse.

Ecco un valido motivo per lasciare il certo per l’incerto, puntando più in alto.

fuggire da

Diventa conveniente cambiare lavoro quando scappiamo da ambiente e circostanze tossiche.

Da un lato ci sentiamo spegnere come una stella morente. Sentiamo di avere poche energie, abbiamo perso la voglia e la motivazione. Andare a lavoro ogni giorno è diventato un trascinarsi. Forse resistiamo perché in cuor nostro speriamo che la situazione migliorerà da sola, ma se ci diciamo per un attimo la verità sappiamo che dipende da noi.

Dall’altro lato sentiamo che tutto questo ci sta bruciando, le nostre caratteristiche e buone qualità sembrano sbiadirsi. Tutto questo ci sta danneggiando, abbiamo dato tutto ciò che potevamo ma sentiamo che non basta, o almeno non così.

Quindi faremmo bene a fuggire da un ambiente che soggettivamente è diventato inopportuno e dannoso per la nostra unicità.

Ricordiamo che il lavoro non è altro che ‘tempo X denaro’, dove lavoriamo per guadagnarci il tempo libero.

Nella vita serve equilibrio, quindi un lavoro che si è allargato fino a prendersi buona parte della nostra vita non è il massimo per nessuno di noi.

FAQ

In che età si cambia più lavoro?

Diciamo che non c’è un’età definita.

Si può cambiare lavoro a 30 – 40 o 50 anni.

Tutto dipende dal percorso di vita di ciascuno.

Ma a qualsiasi età, arriva un momento in cui diventa saggio intentare nuove strade.

Quali sono i mesi in cui è più conveniente cambiare lavoro?

In linea di massima in accordo con alcune ricerca fatte da specialisti del settore, i periodi migliori per cercare lavoro sono dopo le vacanze.

Si esatto, è più conveniente cambiare lavoro nei mesi di settembre-ottobre, dopo le vacanze natalizie (quindi inizio nuovo anno) e dopo le vacanze pasquali.

Il motivo è semplice: di solito le aziende programmano budget e riorganizzazione per ‘dopo le vacanze’.

Ma ogni giorno è utile per mettersi alla ricerca di un nuovo impiego.

Cercare un lavoro è esso stesso un lavoro.

Quali sono i segnali chiave che ci indicano che è meglio guardarci attorno?

Di solito ogni lavoro è fondato sulla fiducia.

Io imprenditore pago il dipendente per il tempo e le funzioni svolte.

Nella scala gerarchica delle aziende più strutturate il nostro capo non sarà l’imprenditore stesso, ma colui il quale sarà responsabile delle nostre ‘prestazioni’.

Il tempo che l’azienda paga deve avere un valore aggiunto per l’attività, altrimenti si diventa un peso.

Quindi quando cominciamo a percepire che, nostro malgrado, abbiamo perso o stiamo cominciando a perdere la fiducia, dobbiamo iniziare a preoccuparci.

Innanzitutto è sintomo che forse anche noi non stiamo proprio brillando in questo lavoro; certo forse ci sentiamo oppressi e demotivati, ma il risultato non cambia.

Quindi abbiamo due scelte:

  • lavoriamo su noi stessi e ci rimettiamo in riga
  • accettiamo il fatto che non è più il nostro posto e cerchiamo soluzioni alternative

Non ci sono altre ipotesi, perché l’inerzia in questo caso ci porterebbe solo al licenziamento.

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